giovedì

Comunicazione dalla redazione

Carissimi, abbiamo preso in esame alcune foto che avete inviato . Purtroppo notiamo un'eccessiva presenza di drappi che distolgono l'attenzione , fiori sull' altare ecc... , sinceramente non troviamo corrispondenza con i criteri ai quali il servizio di fioritura liturgica fa riferimento. Pertanto pur apprezzando il notevole impegno con dispiacere dobbiamo comunicarvi che non è possibile pubblicare le foto sulla pagina. Certi della vostra comprensione vi inviamo i nostri più cari saluti. La redazione

sabato

Comunicazione dalla redazione...

Vi informiamo che le foto della pagina principale del sito, non sono le uniche ad essere presenti, in fondo alla pagina cliccate su post più vecchi. Grazie
SIETE TUTTI INVITATI A INVIARE IN ALLEGATO ESTERNO ("ALLEGA UN FILE")ALL'E-MAIL MATERIALE FOTOGRAFICO IN .JPEG, SE VI TORNA COMODO ANCHE GIA' COMPRESSO IN FORMATO .ZIP O .RAR, CON LA DESCRIZIONE DELLE ICONE FLOREALI REALIZZATE, ALL'INDIRIZZO DI POSTA ELETTRONICA: leonardossdv@gmail.com

venerdì

Solennità di Pentecoste

Vangelo Gv 15,26-27; 16,12-15
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio. Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

Solennità dell' Ascensione

Par Fr. DidierTamié - Pâques 2008
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 16,15-20. In quel tempo Gesù apparve agli Undici e disse loro: «Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura.» Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato. E questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno». Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu assunto in cielo e sedette alla destra di Dio. Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore operava insieme con loro e confermava la parola con i prodigi che l'accompagnavano.
“Il Signore Gesù, dopo aver parlato con gli Apostoli, fu assunto in cielo, ove siede alla destra di Dio”.
Il colore liturgico della solennità odierna, è il bianco. La composizione slanciata nell'alto è di forma asimmetrica. Gladioli, rose e lilium bianchi, sono i fiori prescelti, con fogliame verde: ruscus, foglie di iris e foglie di palma chamaerops. Le due foglie di palma disposte lateralmente ad ali danno movimento all'insieme e richiamano l'ascesa. Gesù sale al cielo, ma non ci lascia soli: Rimane con noi, nella nostra vita profonda, nei nostri fratelli, nell'intera umanità, nella sua Parola, nell'Eucarestia. A noi chiede di portare la gioia del suo vangelo in tutto il mondo.
a cura di Suor Maria Giorgia Mana

giovedì

La Prima Comunione dei nostri fanciulli

E’ un momento di grande importanza in quanto si tratta del primo grande incontro con Gesù vivo e vero , che si fa Pane di vita per noi. Un momento di intimità e di gioia , il quale non deve essere banalizzato da ciò che può disturbare o distrarre. Il colore liturgico proprio di questo rito è il bianco nel suo significato di luce , di festa, di santità e purezza. La fioritura che si realizza per la Prima Comunione nei diversi luoghi liturgici deve trasmettere un senso di unità. Cioè ciascuna composizione guarda e tende verso l’ altra, in una circolarità che coinvolge l’ intera assemblea e i diversi luoghi dell’ aula liturgica, sottolineando l’ importanza di ciascuno. I principali luoghi da fiorire saranno allora: la porta, l’ ambone, l’ altare, la croce e la presidenza. Il materiale da utilizzare: tralci di vite ed edera, peonie : sono fiori particolarmente belli e profumati, rose bianche , gladioli bianchi: la loro forma allungata tende verso l’ alto, gigli bianchi : richiamo alla veste bianca del battesimo. Nel Cantico dei cantici la sposa viene spesso identificata con il giglio, pittosporo variegato, tuya, anthurium, felce, lysianthus, asparagina: questi elementi completano le composizioni, inoltre anfore e giare. L’ abbraccio dei tralci di vite e di edera riecheggiano le parole di Gesù: “ Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla” (Gv 15,5). Nella visione d’insieme la composizione, armonica, ordinata, elegante e misurata, richiama, con la bellezza della natura, alla volontà di essere fedeli e corrispondere all’ amore infinito , smisurato e gratuito del Signore. Egli in ogni celebrazione eucaristica mostra la sua fedeltà e ci unisce nella comunione con lui e tra noi in un vincolo nuziale che non si spezza più e ci dona vita in abbondanza, per saziarci ed essere fonte della nostra gioia. La celebrazione sia preparata con cura, si svolga con decoro. Si tratta di un’ esperienza forte, che può lasciare una traccia profonda nell’ animo dei fanciulli. Perciò, anche i segni della festa siano sobri , non eccessivi. Se i fanciulli percepiscono che l’ attenzione ( dei genitori a casa e dei catechisti in chiesa ) è concentrata sugli aspetti esteriori e consumistici , si radicheranno nella convinzione che i sacramenti sono soprattutto o solamente “ belle cerimonie”. La presentazione dei doni non sia una sfilata folkloristica di tante persone; i doni siano veri , cioè servano per la celebrazione ( ostie, vino, acqua, fiori, olio) e per la carità, senza ricorrere a oggetti stravaganti ( palloni, mattoni, magliette). La Messa di Prima Comunione si celebra all’ altare consueto della chiesa: è espressamente vietato disporre tavoli – altari diversi. Nobile semplicità , gusto e bellezza ! Buona fioritura e buon ministero …

mercoledì

Seconda Domenica di Pasqua di suor M. Giorgia Mana

E' la sera di Pasqua. Le porte del luogo dove si trovavano i discepoli erano chiuse per paura dei Giudei. Sapevano di essere ricercati. Nonostante le notizie, le corse alla tomba del maestro, le voci che si rincorrono, nulla è cambiato. “…erano in lutto e in pianto”. dice l’evangelista Marco. (16,10). E' la paralisi della vita. Buio, intorno e silenzio. Ma Gesù viene. Viene a sollevare i loro animi, a far ripartire la vita. Alla comunità in crisi, porta in dono la Pace. Entra e dice : “Pace a voi!”. Pace, una parola che non indica soltanto un saluto o un augurio, ma la gratuità di un dono. Il termine Pace, significa tutto quello che concorre alla pienezza di vita, a far felice un uomo. Questo vuole Gesù per i suoi. Li vuole felici, liberi, se stessi; non chiede l'impossibile, rispetta il passo di ciascuno; Gesù “viene e sta in mezzo a loro” per ristabilire relazioni, dare conforto, aprire al futuro. Poi, consegna la missione, il compito: “Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi”. Il dono di Pace, come il mandato a continuare nel mondo l’annuncio della buona notizia, riguardano anche ciascuno di noi. Come discepoli, noi siamo coinvolti in prima persona, mandati a gridare, con la vita, che il Signore è Risorto e che noi risorgeremo con Lui; mandati a portare ai fratelli il dono della Pace, che Cristo ci ha regalato e che rinnoverà ogni giorno per la gioia di tutti (Giovanni 20,19-31). Pace a te, fratello, che stai leggendo queste parole e fai con noi un cammino che dà respiro e alimento al tuo spirito. Pace a te, sorella, che fiorisci la chiesa con mano gentile e anima attenta. Il Signore è risorto, cantate con noi: “ Alleluia! Alleluia!”.
La composizione floreale mantiene i colori della luce. Forsizie, sterlizie e lilium, esibiscono colori splendenti, dal giallo all'arancio. La forma, asimmetrica, si protende e infiora il cero pasquale, mentre un volo di uccelli, dà leggiadria e libertà, all’insieme. Un casco di frutti di palma chamaerops, adagiato sulla destra, è presagio dei frutti che matureranno. Ogni giorno, qualcosa nella nostra vita cambia, si muove, risorge.

domenica

Pasqua di Resurrezione

Una donna, Maria di Magdala, col cuore gonfio di dolore, per la storia di violenza e di morte, vissuta con Gesù negli ultimi giorni, si recò al sepolcro di buon mattino quando era ancora buio. Non ebbe paura. L'amore vince la paura e spinge Maria verso quella meta. Un cuore che cerca. Dove è l'amato vorrebbe esserci anche lei. Ma giunta alla tomba vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro, scopre il sepolcro aperto, il sepolcro vuoto. Un fremito di sgomento, chi ha fatto questo? Chi ha trafugato Gesù? Dopo tanta, violenza, malvagità e sangue, visti e vissuti in quel venerdì di terrore, non si sarebbe stupita di nulla. Corre dagli apostoli per comunicare ciò che ha visto. Torna al sepolcro con altre donne. Uomini e donne corrono verso quella meta. Un angelo parla e dice alle donne “Non è qui!” Non è qui. Dove, allora? Comprendono, con fatica che Gesù c'è, è vivo, ma va cercato altrove. Va cercato sulle vie del mondo, sulla via di Emmaus, come in riva al lago, nell'infinità dell'universo, nelle periferie dell'umanità che geme, nelle periferie della tua città, del tuo vicinato, della tua famiglia, del tuo cuore. Gesù e lì per moltiplicare la vita, la pace, la speranza, la gioia, e la bellezza. E lì per piangere con te quando il dolore bussa alla tua porta. E' con te, lavora con le tue mani quando intrecciano gesti di bontà, di tenerezza, di servizio. E' lì che ama con il tuo cuore. Vuole servirsi della tua intelligenza, della tua sensibilità, della tua creatività, per cambiare una civiltà al tramonto in un mondo umanizzato, vivo, palpitante, capace di bellezza e di solidarietà (cf. Giovanni 20, 1-9). Cristo e risorto. Con lui tutta la creazione risorge. Un'esplosione di luce e di grazia pervade le strade del mondo e porta in dono agli uomini di buona volontà la stessa vita di Dio. A te auguri vivissimi per una Pasqua di Resurrezione.
La composizione pasquale, va realizzata con fiori che dicano il colore della luce, (colore che va, dal bianco fino all'arancio). Per preparare un'aiuola pasquale sono stati scelti fiori primaverili: tulipani, iris e ginestra di colore giallo. Lavorando attorno ad una radice, i fiori sono stati disposti a cespo, insieme a foglie di iris, foglie di palma, erba con zolla. Dal deserto da cui siamo partiti, siamo giunti al giardino della Pasqua. Un cammino con Gesù che non ci ha lasciati come prima!
a cura di Suor Maria Giorgia Mana

sabato

Fioritura del Cero pasquale

giovedì

Venerdì santo

L'evento centrale del venerdì santo è la morte di Gesù. Una morte che l'evangelista Giovanni narra in modo singolare, ponendola in modo vivo alla nostra contemplazione. “Gesù, sapendo che tutto era ormai compiuto, affinché si compisse la Scrittura, dice: “Ho sete”. C'era là un vaso pieno d'aceto. Avendo dunque messo una spugna piena di aceto attorno a (una canna di) issopo, (la) portarono alla sua bocca. Quando ebbe preso l'aceto, Gesù disse: “E' compiuto”, e chinato il capo, consegnò lo spirito” (Giovanni 19,28-30). Gesù vive la sua morte non come la fine, ma come compimento e consegna. E' il compimento delle Scritture, il compimento della sua missione, cioè la rivelazione del Padre agli uomini, il compimento della sua obbedienza, del suo desiderio, della sua sete, “estinta dall'abbraccio del Padre”. Gesù, vive la sua morte, anche come compimento dell'amore, che si fa dono. “...consegnò lo spirito” (v. 30). Si tratta del gesto cosciente e libero di un vivente che consegna lo Spirito nelle mani del Padre e, al tempo stesso, lo dona al mondo. Spirito che può essere inteso Spirito Santo, il quale richiama la pentecoste, evento che trasmette il principio della vita spirituale a ogni esistenza umana. Cfr. Omelia Venerdì santo di L. Manicardi, Monastero di Bose, 2012. Anche noi, fratelli e sorelle di Cristo, che abbiamo seguito le sue orme e camminato sulle sue vie, noi peccatori, possiamo, come Gesù vivere la nostra morte non come fine di una vita, ma come compimento. La nostra vita avrà compimento, perché “Dio completerà per noi l'opera sua”, non ci abbandonerà. Sarà, da parte nostra, una consegna della nostra esistenza, con le sue luci e le ombre, trasformata dalla preziosità e dalla gratuità dei meriti di Cristo (non i nostri) e rivestita dal manto della sua giustizia, che si chiama misericordia. Accolti dalle braccia paterne e materne di un Padre che ci aspetta, potremo vivere di quella gioia e di quell'amore che tutti abbiamo sognato da sempre e che solo Lui può dare.
Il colore liturgico del venerdì santo è il rosso, che parla di amore, passione e sangue. I fiori, garofani e amarilli rossi, disposti tra palmette e rami d'olivo, accolgono e ornano un crocifisso posto su un'esile croce. Tre grandi rami di palma da datteri, disposti sullo sfondo, fanno un tutt'uno con l'insieme, richiamandoci la vittoria dell'amore di Gesù in croce. a cura di Suor Maria Giorgia Mana

lunedì

Settimana Santa

Il cammino quaresimale fatto insieme, nel richiamo costante al deserto, luogo di conversione, si inoltra ora nella Settimana Santa, tempo che sta al cuore del cristianesimo, al cuore di ogni vita cristiana, dove Gesù ci attende per parlare ancora al nostro spirito. Giovedì Santo Celebrazione “In coena Domini”. La sera del Giovedì Santo, durante la cena del Signore, la chiesa pone due azioni compiute da Gesù: l'azione sul pane e sul vino, sacramento dell'altare e la lavanda dei piedi, il gesto del servo, sacramento del fratello. Poi un comando: “Fate questo in memoria di me “(Luca 22,19 ). “Come ho fatto io fate anche voi “(Giovanni 13,15). Con questi gesti, Gesù ci consegna la sintesi della sua vita, la sintesi del Vangelo. Ci consegna il mandato e la missione che noi, Chiesa, possiamo continuare oggi nelle Comunità e nel mondo: la celebrazione dell'Eucaristia, sacramento di comunione con Dio e tra noi e il cordiale, umile servizio, fatto in ginocchio, agli ultimi: Corpo e Sangue di Cristo. Celebriamo la cena dell'addio, la cena dell'intimità, della memoria, insieme al dramma del tradimento e dei compromessi. Le richieste amichevoli e autorevoli di Gesù, ci giungono come testamento, come consegna. Prima di morire, Gesù ci lascia un'eredità unica: se stesso. Sotto gli umili segni del pane e del vino, egli resta con noi, uno di noi, per non lasciarci soli. Perenne Presenza, che si fa Pane e bevanda di vita, di consolazione, di resurrezione e di salvezza.
Il colore liturgico proprio del Giovedì Santo è il bianco, tipico della festa e delle solennità; colore che, in qualche modo, richiama anche la nobiltà dell'ambiente in cui Gesù ha voluto consumare la cena con i suoi; il vangelo parla di una sala grande al piano superiore, allestita per la circostanza”(cf.Marco14,15). I fiori sono bianchi: il lilium è simbolo di regalità, di innocenza e di candore; i tulipani sono fiori che parlano di primavera; le calle sono simbolo della bellezza: bellezza dell'Amore che salva il mondo.
a cura di Suor Maria Giorgia Mana.

giovedì

Altare della reposizione

settimana Santa 2015

Domenica delle Palme 2015

sabato

Feste Pasquali

All’attenzione dei parroci, dei cappellani ospedalieri, dei rettori di chiese e dei gruppi liturgici parrocchiali, coloro che si occupano della fioritura, sacristi . Scaricate da internet la seguente lettera , vi aiuterà tantissimo a preparare con dignità e sobrietà le feste pasquali.

venerdì

Domenica di Passione o delle Palme

E’ la domenica che precede la Settimana Santa e la Pasqua: cuore del Mistero Cristiano; in essa la Chiesa celebra il trionfale ingresso di Gesù in Gerusalemme, osannato dalla folla che lo salutava agitando rami di palma (Giovanni 12,12-15). Celebrazione nata nel IVsec. a Gerusalemme, dove si volle riprodurre e rivivere il fatto evangelico, attraverso la partecipazione attiva dei fedeli. Rito che si diffuse poi in tutto il mondo cristiano. E’ chiamata “Domenica di Passione” perché nella liturgia della Parola viene proclamata la Passione di Gesù, secondo uno dei sinottici. La folla grida “osanna” e stende mantelli al passaggio di Gesù; un “evviva” breve, che, ben presto, si tramuta in urlo maledetto:“Sia crocifisso!”. Per lui la pena di morte. Venduto, schiaffeggiato, insultato, deriso, giudicato e condannato a morte ignominiosa; la crocifissione era il patibolo degli schiavi, dei delinquenti, degli omicida. E’ l’ora del dramma della passione, ma è anche l’ora dell’esaltazione dell’amore; Gesù accetta liberamente questo supplizio, per dirci, dall’alto della croce, in modo palpabile, tutto l’amore che Dio ha per noi. Non ha altra strada, qualunque altro gesto avrebbe dato un’idea non vera di Dio. In questa settimana santa, vogliamo fermarci e restare davanti a Gesù crocifisso, partecipi, almeno un poco, della sua agonia; per recepire come questa agonia continua oggi e si protrae fino alla fine dei tempi; Gesù è crocifisso, in molti, troppi nostri fratelli, in ogni parte del mondo. Restiamo in silenzio, per imparare ad abitare la croce, le infinite croci dell’umanità, ad abbracciare col cuore ogni fratello sofferente, carne dolorante di Cristo. Il colore liturgico proprio della Domenica delle Palme è il rosso, simbolo di amore, passione, sangue e martirio. La composizione floreale, realizzata con foglie di palma chamaerops, di sterlizia e di quercia, insieme a rose rosse, richiama, con la sua bellezza, l’incanto, e la preziosità del mistero che celebriamo. Suor Maria Giorgia Mana

domenica

La Composizione simbolica della V Domenica di Quaresima

V Domenica di Quaresima
Tra coloro che erano saliti al Tempio per il culto vi erano anche alcuni Greci, i quali volevano vedere Gesù. Tutti gli corrono dietro e vogliono incontrarlo, ma Gesù è preso da una realtà altra, interiore, che lo attanaglia: la certezza che è giunta la sua ora. Così risponde a chi vuole vederlo: “...se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto” (Giovanni,12,20-33). La parabola raffigura la morte e la resurrezione di Gesù. Una parola turba questo discorso: cioè, il morire, che Gesù riferisce a se stesso. Perché morire, mentre tutti lo cercano, mentre ha tanto bene da svolgere? Gesù focalizza la sua attenzione sul verbo “produrre”, non sul verbo “morire”. Muore il chicco nella sua forma, ma la vita che contiene in sé, rimane, germoglia, si trasforma, produce frutto. Gesù sa che è giunta la sua ora. L' ora il cui pensiero gli fu compagno tutta la vita come un doloroso presagio. Ora è turbato dal sopraggiungere dell'evento. Ne sente tutta l'angoscia e il rifiuto. L'autore della lettera agli Ebrei descrive i suoi sentimenti di paura e di sgomento quando dice “...offrì preghiere e suppliche con forti grida e lacrime a colui che poteva liberarlo da morte e fu esaudito per la sua pietà” (Ebrei 5,7-9). Gesù prega per sé e ottiene la forza per accettare la sua obbedienza nel soffrire. Questo ci insegna, così conclude la sua missione: Gesù accetta la morte per far capire al mondo, dall'alto della croce, come si ama. Anche noi, chicco destinato alla terra. Ogni nostro dolore, fatica, distacco, diminuzione,... costituisce una piccola o grande esperienza di morte, che ci turba, ci mette in crisi. La risposta istintiva è il rifiuto, la lotta, il contrasto. Eppure, la morte fa parte della vita ed è in funzione della vita. Dio non vuole la morte, la quale è conseguenza del peccato, ma vuole la vita, vuole la nostra gioia, la nostra realizzazione. In quei momenti di “lutto”, Dio è lì nel nostro dolore, soffre con noi, non ci abbandona come non ha abbandonato Gesù, ci dona la forza di reggere, di accettare, di lasciarci lavorare dal Vasaio e “trasfigurare” dalle sue mani e dal suo cuore, perché anche in noi si sciolga l'amore. La composizione simbolica presenta una consistente radice d'albero, su cui sono disposti una pianta di aloe e rami di magnolia in boccio, a indicare aridità e deserto insieme a vita incipiente, prossima a sbocciare. La vita ha sempre la meglio sulla morte. Anche il deserto metterà germogli. Suor Maria Giorgia Mana

lunedì

La Composizione simbolica della IV Domenica di Quaresima

IV Domenica di Quaresima o Domenica Laetare 15 Marzo 2015
Celebriamo oggi la “domenica della gioia”. Il Vangelo ci fa trasalire di meraviglia con la “bella notizia” che va oltre ogni possibile sogno umano: “Dio ha tanto amato il mondo da dare suo Figlio” (Giovanni 3,14-21). I biblisti considerano questo versetto il nucleo centrale del Vangelo di Giovanni, versetto che costituisce la sintesi della storia d'amore tra Dio e l'umanità. In Gesù, l'amore di Dio abbraccia l'umano e l'amore umano abbraccia Dio. Finito e infinito formano un tutt'uno. Così, Dio salva il mondo e salva l'uomo. Da sempre Dio ama. Ama ogni persona con lo stesso amore con cui ha amato suo Figlio Gesù. Ama te ed è interessato alla tua vita, alla tua crescita umana e spirituale, alla gioia che cerchi appassionatamente, alle difficoltà che incontri sul tuo cammino. Dio conosce il tuo nome e lo porta scritto sulle sue mani. Mai ti dimentica. Ama tutti e ci sostiene, ci comunica la sua energia, ci dona la sua tenerezza. Il Padre non ha mandato il Figlio a giudicarci o a condannarci, ma a salvarci a indicarci la via da seguire, a insegnarci come Lui ama. In Lui ogni nostro piccolo tentativo di Amore vero è sacro e può essere il primo passo di una grande avventura personale, di una risposta data liberamente. Ogni gesto di cura e di attenzione ai fratelli, fa vibrare l'universo dello spirito e moltiplica la gioia in tutto il mondo. Il colore liturgico della domenica laetare è il rosaceo: colore della gioia. Non si conosce l'origine precisa di tale usanza che “con la sua dolcezza di “mezzatinta”, segna la metà del cammino intrapreso e, interrompendo la penitenza per un giubilo temperato, anticipa la festività a cui tende” E.Battaglia, F.Rampazzo. Il colore “sacramento” della Bellezza, p.121. La composizione floreale, adeguata al colore liturgico e preparata con fiori di colore rosa, è di forma asimmetrica. I lilium insieme a foglie di aspidistra fermate a nastro, rami di asparagus, di ruscus e rami spogli di actinidia, sono simbolo delle nostre vite offerte a Dio con gioia come risposta al suo dono.
Suor Maria Giorgia Mana

domenica

La Composizione simbolica della III Domenica di Quaresima

III Domenica di Quaresima
Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerualemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e là seduti i cambiamonete. Gesù con una frusta cacciò dal tempio pecore e buoi, rovesciò i banchi dei cambiamonete, gettò a terra il denaro...e disse loro:-" non fate della Casa del Padre mio un mercato". Del tempio di Gerusalemme, come di qualsiasi chiesa, non si può farne un mercato. La forza dell'intervento di Gesù è un segno profetico che impressiona. No, non si fa commercio delle cose di Dio, non si fa compravendita di favori, con candele e parole sprecate. Non è questo il culto che Dio gradisce. "Se entriamo in questo gioco mercantile Dio rovescia il nostro tavolo" (E.Ronchi). Tutt'altro è il tempio di Dio. Tempio di Dio è Gesù, il crocifisso risorto e in lui ogni fratello. Ogni vita è un santuario. Casa di Dio sei tu, sono io. Non vendiamo dignità e libertà in cambio di cose, non sottomettiamoci alle leggi del denaro. Non facciamo mercato della vita. Non lasciamo che ci abiti il male, come le pecore e i buoi nel tempio di Gerusalemme, i quali insudiciano e profanano. Fuori devono stare, fuori dalla Casa del Signore che siamo noi. Profanare l'uomo, l'essere umano che è in noi e negli altri, è il peggior sacrilegio che si possa commettere. Camminare verso la Pasqua significa prendere sempre più coscienza di questa grande meraviglia: in noi abita Dio. In ciascuno Dio fa brillare la sua luce e a tutti chiede di continuare oggi la sua opera in difesa di chi soffre violenza, di chi è umiliato e abusato nella sua dignità. La composizione, ideata con elementi vegetali essicati: canne di bambù, rami di cardi selvatici, insieme a piante di aloe, i quali richiamano l'aridità del deserto con le loro spine e il colore spento, continua a parlarci del tempo quaresimale. Un esile ramo di alchechengi, come guizzo di colore attraversa l'insieme quasi a ricordarci che, se la quaresima è tempo di penitenza e conversione, non è tempo di tristezza, perchè c'è Gesù che accompagna il nostro cammino. L'anfora, indica la nostra sete di Dio. Suor Maria Giorgia Mana

mercoledì

La Composizione simbolica della II Domenica di Quaresima

Gesù torna a pregare “in un luogo appartato”. Stavolta sale su un alto monte insieme a Pietro, Giacomo e Giovanni - dice l'evangelista Marco - “e davanti a loro si trasfigurò”. La sua veste divenne candida e splendente. Immerso in una luce sfolgorante Gesù lascia trasparire la sua divinità. Lo splendore del Tabor è solo un segno di quello che Gesù avrà dopo la morte con la risurrezione. Ma prima il Messia deve soffrire e morire. E' nella preghiera che Gesù si trasfigura. La preghiera può trasfigurare anche noi, può renderci sempre più somiglianti a Dio, cioè più capaci: di perdono, di compassione, di amore verso ogni fratello e sorella, senza pretendere di essere ricambiati, di tenerezza verso tutta la creazione. La composizione per la liturgia
Una composizione, di forma ascendente, strutturata da un insieme di ceri disposti tra rami di magnolia, di ruscus e di asparagus, richiama il monte e la luce del Tabor. La struttura si regge su due ciotole dal diametro di 22 e 18cm; la spugna oltrepassa il bordo di 16cm per la prima e 10 per la seconda. Le candele di diversa altezza (e precisamente di 50, 40, 30, e 24cm) sono state fornite di 2 stecchini, che oltrepassano la base di almeno 12cm fermati saldamente con nastro adesivo, perché possano essere inseriti nella spugna e le candele siano dritte. Le due ciotole vanno sistemate, come si può vedere dalla foto, in posizione un po' obliqua. Le spugne risultano di altezza diversa per dare l'idea di salita. Suor Maria Giorgia Mana

domenica

La composizione simbolica della prima domenica di Quaresima

La composizione per la liturgia nasce sempre dalla Parola di Dio, meditata, accolta e vissuta. • In Quaresima la composizione sarà una sola. Il deserto ci ispirerà la scelta degli elementi simbolici (come rami secchi, rami spinosi, radici, piccole piante selvatiche, pietre grezze... ecc. poche cose sono sufficienti), da elaborare e disporre con cura creativa, per essere in seguito presentati alla Comunità celebrante, cosi che tutti possano essere aiutati a entrare nel deserto e a farne, in qualche misura, l'esperienza interiore. Lo stile rustico, a cui si è poco abituati, sostituisce lo stile elegante dei fiori adatto per la festa e, con messaggio appropriato, raggiunge le nostre sensibilità con una sua efficacia. Anche l'arte povera può trasmettere messaggi inediti, che illuminano e richiamano alla semplicità della vita. Lo Spirito di Dio lavora anche attraverso i segni semplici e va oltre le nostre abitudini, le preferenze, i preconcetti, le tradizioni, educando il nostro cuore all'essenziale. • Una seconda possibilità potrebbe essere data da una composizione preparata con sole foglie, di varietà diverse, (oppure foglie e rami).
• La terza possibilità potrebbe essere una semplice pianta verde.
A questo punto sembra importante un chiarimento circa i fiori in chiesa nel tempo quaresimale. Le norme liturgiche contenute nell'Ordinamento Generale del Messale Romano al n. 305. dicono: “Nel Tempo di Quaresima è proibito ornare l'altare con fiori. Fanno eccezione, tuttavia, la Domenica Laetare (IV di Quaresima), le solennità e le feste”. La presente disposizione, secondo l'interpretazione comune, non permette l'uso dei fiori sull'altare ma oltre l'altare si, (quindi, i fiori si mettono); forse va tenuto presente che la norma non contiene divieti rispetto ad altri orientamenti riguardanti i fiori in chiesa durante la Quaresima; si potrebbe anche scegliere di non mettere fiori. Una testimonianza lampante ci viene dalla tradizione Monastica, che ha conservato la linea austera di sempre, la quale esclude la gioia dei fiori durante la Quaresima, come richiamo costante alla penitenza e alla conversione; linea che include, una pedagogia spirituale, pienamente condivisa anche da molti pastori, educatori e liturgisti e che qui vogliamo sostenere. Fr. Didiér Mouvet monaco benedettino dell'Abbazia di Tamié (Francia) Suor Maria Giorgia Mana

sabato

lunedì

Tempo di Quaresima

1° Domenica - Gesù nel deserto La Quaresima è un Tempo liturgico importante che dura 40 giorni e mira a farci rivivere spiritualmente l'esperienza di Gesù nel deserto. Il Vangelo della prima domenica presenta Gesù, il quale... “fu condotto dallo Spirito nel deserto dove, per 40 giorni, fu tentato dal diavolo”. “Non mangiò nulla in quel tempo”. (Lc 1, 2A). Il suo pane era la preghiera e l'unione spirituale con la volontà del Padre suo. Come premessa alla sua vita pubblica, Gesù si ritira nella solitudine assoluta, per una preparazione interiore, un addestramento alla lotta contro la tentazione, le forze del male, il peccato, il dolore, la morte. È lì, in quella situazione che noi lo vogliamo raggiungere. Anche noi siamo “spinti” dallo Spirito nel deserto, per imparare da Gesù come si affrontano le questioni difficili, il nuovo, l'imprevisto, la malattia, la morte; per imparare il senso del silenzio, la preghiera, il digiuno, l'ascesi, l'amore, la contemplazione, che operano la conversione del cuore e educano alla vita evangelica. Con questa scelta stravolgente Gesù ha qualcosa di straordinario da dirci, proporci, regalarci. I testi biblici che vengono presentati ogni domenica dalla liturgia, ci accompagnano in questo cammino quaresimale

ceneri 2015

martedì

Quaresima

Nel tempo di Quaresima è proibito ornare l’ altare con fiori. Fanno eccezione tuttavia la domenica Laetare ( IV di Quaresima), le solennità e le feste. ( O.G.M.R. n.° 305 ). Gesù per quaranta giorni rimane nell' austerità del deserto, tentato da Satana. E' a Lui che dobbiamo guardare. In questo periodo, per tradurre con segni visibili e adatti , capaci di avvicinare la comunità allo spirito e all' imitazione di Gesù nel deserto, da sempre, il luogo di culto veniva spogliato di ogni ornamento e dei fiori. Come alternativa allo stile rigoroso che adotta come segno lo spogliamento totale , è possibile proporre per la Quaresima come per l' Avvento altri segni simbolici , ricchi di significato senza cadere nell' allegoria.Sono elementi adatti al messaggio che si vuole trasmettere, i rami spogli, le radici, le cortecce, rami con foglie stabilizzate , rami di betulla, rami di palma, di agrifoglio, di acacia, di cardi, insieme a piccole piante grasse come l' echinopsis, l' echeveria, la comune pianta grassa a rosetta, l' aloe, l' agave, il muschio, e sassi levigati di torrente. Il materiale non manca, basta saperlo scoprire, scegliere e adattare bene. Accanto al tabernacolo, se è posto fuori dall’ altare della celebrazione, è bene anche in Quaresima, conservare insieme alla lampada, la presenza dei fiori; ( perenne primavera ). Dove e qualora vi sia l’ esposizione solenne del SS. Sacramento per l’Adorazione Eucaristica, ( Sante Quarantore ) il consentito arredo floreale sia fatto con molta sobrietà.

lunedì

Quaresima - Dal fratello Didier Tamié -

1 Domenica
2 Domenica
3 Domenica
4 Domenica
5 Domenica

Giornata della vita consacrata ( REALIZZATE DA Suor Giorgia Mana )

In questo anno dedicato da Papa Francesco alla Vita Consacrata, la Giornata del 2 febbraio, festa della Presentazione di Gesù al Tempio, assume un valore tutto nuovo. Un clima di gioiosa partecipazione ci accoglie intorno all'altare del Signore, per celebrare la memoria della nostra chiamata e della nostra risposta; per dire grazie e consegnare a Dio i nostri desideri di piena adesione agli orientamenti e ai nuovi orizzonti che Francesco apre nella sua Lettera apostolica ai consacrati. Come un Pastore egli annulla le distanze e si fa vicino per indicarci, in questo oggi di crisi e stravolgenti cambiamenti, la strada da seguire, le urgenze e le priorità da evidenziare. L'invito a rivedere il passato con riconoscenza a Dio e ai Fondatori, a vivere il presente con passione e a preparare un futuro di trasformazione e di speranza, ci ha sorpresi e conquistati. Il Papa si attende che la nostra vita lasci trasparire la gioia, quella gioia che viene dalla bellezza di vivere il vangelo di Gesù, dall'annuncio, dalla testimonianza e dalla profezia. Una profezia capace di “risvegliare il mondo”, di affascinarlo, con l'attenzione ai suoi bisogni, contraddizioni e smarrimenti. Il profeta riceve da Dio la capacità di scrutare la storia e di interpretare gli avvenimenti; la capacità di discernimento e di denuncia del male, delle ingiustizie, della corruzione, degli abusi, perché il profeta è libero e non deve rispondere ad altri padroni se non a Dio. Essere profeti significa assumere un compito di grande responsabilità e di grande impegno, disposti a pagare di persona senza sconti. Ma questo non deve fare paura perché Dio è con noi. (Ger 1,8). Siamo certi che, l'anno dedicato alla vita consacrata, sarà un tempo di Dio ricco di grazia, di conversione e di vitali trasformazioni. La composizione floreale, preparata con fiori bianchi, parla di bellezza, di vita e di movimento. Vuole simboleggiare il nuovo stile di vita che ci attende, il cammino verso le periferie del mondo, lontane e vicine; le periferie interiori di chi cerca speranza, senso, risposte alle domande profonde, alla fame dello spirito.

Proposta per la Festa del Battesimo di Gesù

realizzato da Daniela Canardi

Proposta per l' Epifania

realizzata dalla carissima Daniela Canardi

Per fiorire la tua chiesa:

- Impara la Lectio divina sui testi del Lezionario dell’Eucaristia e degli altri sacramenti - Cerca di entrare dentro la valenza salvifica di ogni sacramento o festa del calendario liturgico - Conosci i Libri liturgici, L’Anno Liturgico e i diversi riti - Armonizza la “composizione” ai colori della liturgia: bianco, verde, oro, rosso, viola, rosa (OGMR, 346) - Dimentica i fiori finti! - Utilizza fiori secchi ma veri, quando l’inverno ti priva di quelli freschi. - Le piccole piante, raggruppale come in un giardino per ottenere aiuole diverse, non sparpagliarle per tutta la chiesa. - Sappi distinguere lo “spazio” da fiorire e impara a “leggere” una chiesa - Il santo Altare è ara del Sacrificio del Signore e nostro, mensa del Convito divino, tomba, pietra e trono dell’Agnello immolato; è preferibile porre i fiori e i candelabri accanto piuttosto che su di esso (OGMR 305-307). - Diversifica i tempi liturgici e, secondo le indicazioni, in Avvento disponi con sobrietà fiori e foglie, in quaresima poni fiori solo presso la custodia eucaristica… - Non mettere troppe composizioni né troppi fiori in esse: la povertà elegante è bella e poi abbiamo sempre i poveri con noi.

domenica

Icone floreali realizzate da Suor Maria Giorgia

Il colore liturgico delle solennità natalizie Il colore liturgico del Natale è il bianco. Nel mondo della Bibbia, il bianco accompagnava le feste e le manifestazioni gioiose del popolo ed era il colore preferito delle vesti, nelle grandi solennità. Nella cultura cristiana rimane il colore privilegiato della festa. Il bianco simboleggia il cuore puro, il candore, l'innocenza. Richiama la luce, la santità e la gloria. Presso tutte le culture la luce è il simbolo emblematico del divino. Nella cultura ebraica la luce è simbolo della presenza divina in mezzo al suo popolo. Per i cristiani ha una valenza ancora più forte in quanto il nostro Dio è Luce (Gv.1,5; 8,12). Per la composizione floreale sono stati scelti fiori bianchi, per un dovuto adeguamento al colore liturgico, ed elementi di stagione, i quali creano l'atmosfera adatta a coinvolgere i nostri sensi e la nostra mente, nel rito celebrativo. Suor M.Giorgia Osanna, gloria, lode a Te Gesù! A Betlemme di Giudea, una grande Luce brilla nella notte, un bimbo è nato, il suo nome è Gesù, l'Emmanuel, il “Dio-con-noi”. Porta al mondo il volto della tenerezza del Padre e l'incanto della sua bellezza. Riveste la nostra umanità per portarne il peso, le lacrime, il dolore, il male, esteso fino alla perversione. Un Bambino che piange, oggi, con tutti i bambini del mondo: perseguitati, uccisi, abusati, vittime di soprusi e di ogni forma di violenza; piange con uomini e donne offesi nella loro dignità, violentati, ridotti alla schiavitù: prostituzione, lavori forzati, famiglie disperse, case abbandonate, affetti infranti. Piccolo, fragile e inerme, Gesù bambino viene a toccare e a provocare la nostra coscienza, a richiamarci alle nostre responsabilità, umane e cristiane. Signore Gesù, proviamo sgomento. Noi ti preghiamo: aiutaci a vedere la barbarie in cui siamo immersi, con i tuoi occhi. Donaci di crescere nel coraggio di rimanere dalla parte di chi non può difendersi, di chi non ha voce, di chi non ha visibilità, di chi è discriminato, di chi piange, anche quando questo ha un prezzo da pagare. Concedici, Signore, la forza interiore che non lascia adagiare nell'indifferenza, nella connivenza. Fa che siamo capaci di gridare al mondo, con la testimonianza, la sacralità della vita, la dignità di ogni persona, l'irrepetibilità di ogni essere. Signore Gesù, rimani con noi oggi e sempre. Con te vogliamo camminare sulle vie della della Giustizia e della Pace. Cfr. Messaggio natalizio di Papa Francesco

giovedì

Messaggio di Natale 2014

mercoledì

meditazione Natale 2014

lunedì

Messaggio Santo Natale 2014

Per un Natale pieno di speranza!
L'Attesa del nuovo sembra sempre più difficile, del resto lo è sempre, in special modo quando le prospettive sono poche, lontane dall'essere positive e quasi tutte a tinte grigie. Perciò, che attendere? Anzi, chi attendere? L'Avvento, è per eccellenza, il tempo dell'attesa di un incontro, periodo che precede l'arrivo di Qualcuno. Nel cammino verso il Natale ci accompagna un annuncio solenne da parte del Signore: Egli viene, viene tra di noi ed ha una proposta di salvezza per ciascuno. Il Signore sa di trovare ancora un’umanità bisognosa e sofferente e in questo nostro tempo abbiamo bisogno che qualcuno venga a portarci speranza. Ottimismo e pessimismo sembrano qualificare la nostra attesa. Perciò siamo chiamati a non giudicare il nostro futuro guardando al nostro presente, ma giudicare il presente guardando al nostro futuro. Difatti se guardiamo al futuro definitivo, noi fedeli siamo senz'altro ottimisti: la vittoria appartiene a Dio e a quelli che pongono la propria speranza in Lui. Per questo il Natale viene ad incoraggiare ciascuno di noi a vivere il presente sotto il segno della provvidenza di Dio. L’arte del “fiorire la liturgia” aiuti le nostre comunità a sperimentare questo desiderio di rinnovata speranza seguendo il percorso delle letture d’Avvento, che ci invitano non solo a vigilare in questo nostro tempo, ma anche e soprattutto sulla verità del nostro cuore. Buon Natale a tutti. Don Andrea Pacchiarotti
Para una plena Navidad de la esperanza! La espera para los nuevos looks cada vez más difíciles , de hecho lo es siempre , sobre todo cuando las perspectivas son pocos, lejos de ser positiva y casi todos los tonos de grises. Por lo tanto, a esperar? De hecho , los que esperan ? Adviento es por excelencia, el tiempo de espera de una reunión, el período anterior a la llegada de alguien. En el camino a la Navidad nos lleva un anuncio solemne del Señor: Él viene , viene entre nosotros y tiene una propuesta de salvación para todo el mundo . El Señor sabe cómo encontrar incluso una humanidad necesitada , el sufrimiento y en nuestro tiempo necesitamos que alguien venga y nos lleve esperanza. El optimismo y el pesimismo parecen calificar nuestra expectativa . Así que estamos llamados a no juzgar a nuestro futuro mirando nuestro presente, pero juzgar el presente mirando al futuro . De hecho , si miramos al futuro definitivo , que los creyentes somos ciertamente optimista : la victoria es de Dios y de los que ponen su esperanza en él, para esta Navidad es animar a cada uno de nosotros a vivir el presente bajo el signo de la providencia . Dios. el arte de la " liturgia floreo " ayudar a nuestras comunidades a experimentar este deseo de esperanza renovada siguiendo el camino de las lecturas de Adviento , que nos invitan no sólo a estar vigilantes en nuestro tiempo , sino también la verdad de nuestro corazón . Feliz Navidad a todos . Don Andrea Pacchiarotti
For a Christmas full of hope ! The Waiting for the new looks increasingly difficult , indeed it is always , especially when prospects are few , far from being positive and almost all shades gray . Therefore , to wait ? Indeed , those who wait ? Advent is par excellence , the waiting time of a meeting , the period before the arrival of someone . In the way to Christmas takes us a solemn announcement from the Lord : He comes , comes between us and has a proposal of salvation for everyone . The Lord knows how to find even a needy humanity , suffering and in our time we need someone to come and bring us hope. Optimism and pessimism seem to qualify our expectation . So we are called not to judge our future by looking at our present, but judge the present looking to the future. In fact, if we look to the future definitive , we believers are certainly optimistic : the victory belongs to God and to those who put their hope in him . For this Christmas is to encourage each of us to live the present under the sign of providence God . the art of " flourish liturgy " aid our communities to experience this desire for renewed hope following the path of the readings of Advent, which invite us not only to be vigilant in our time , but also the truth of our heart . Merry Christmas to all . Don Andrea Pacchiarotti
Pour un plein de Noël d'espoir ! L' attente pour les nouveaux looks de plus en plus difficiles , en effet il est toujours , en particulier lorsque les perspectives sont peu nombreux, loin d'être positif et presque toutes les nuances de gris . Par conséquent , à attendre ? En effet , ceux qui attendent ? L'Avent est par excellence , le temps d'attente d'une réunion , la période avant l'arrivée de quelqu'un . Dans le chemin de Noël nous fait une annonce solennelle du Seigneur : Il vient , vient entre nous et a une proposition de salut pour tout le monde. Le Seigneur sait trouver même une humanité pauvre , la souffrance et à notre époque nous avons besoin de quelqu'un pour venir et nous apporter l'espoir. Optimisme et pessimisme semblent se qualifier nos attentes. Nous sommes donc appelés à ne pas juger notre avenir en regardant notre présent , mais juger le présent regarder vers l'avenir . En fait, si nous nous tournons vers l'avenir définitive , nous sommes certainement croyants optimistes : la victoire appartient à Dieu et à ceux qui mettent leur espoir en lui pour ce Noël est d'encourager chacun de nous à vivre le présent sous le signe de la providence . Dieu. l'art de la «liturgie se épanouir " aider nos communautés à l'expérience ce désir d' espoir renouvelé suivant le chemin des lectures de l'Avent , qui nous invitent non seulement à être vigilants dans notre temps, mais aussi la vérité de notre cœur . Joyeux Noël à tous . Don Andrea Pacchiarotti