giovedì

Comunicazione dalla redazione

Carissimi, abbiamo preso in esame alcune foto che avete inviato . Purtroppo notiamo un'eccessiva presenza di drappi che distolgono l'attenzione , fiori sull' altare ecc... , sinceramente non troviamo corrispondenza con i criteri ai quali il servizio di fioritura liturgica fa riferimento. Pertanto pur apprezzando il notevole impegno con dispiacere dobbiamo comunicarvi che non è possibile pubblicare le foto sulla pagina. Certi della vostra comprensione vi inviamo i nostri più cari saluti. La redazione

lunedì

Corso di Arte Floreale per la Liturgia. 2° incontro


Domenica 06 marzo 2016 alle ore 16.30 presso il convento di San Francesco in Altavilla Silentina ( Sa ), dei padri vocazionisti, il nostro responsabile incontrerà coloro che si occupano della fioritura delle nostre chiese. Il tema dell'incontro: Luoghi da fiorire . Realizzazione composizione sferica.
Coloro che desiderano partecipare della zona di Salerno, possono telefonare al 334.7979037.

sabato

Quaresima e fiori



Riteniamo opportuno ribadire qui, come in passato, la linea da tenere circa i fiori in chiesa nel tempo quaresimale.

Le norme liturgiche contenute nell' ”Ordinamento Generale del Messale Romano, al n. 305 dicono:
“Nel Tempo di Quaresima è proibito ornare l'altare con fiori. Fanno eccezione, tuttavia, la domenica Laetare (lV domenica di Quaresima), le solennità e le feste”.

La norma, secondo l'interpretazione comune, vieta l'uso dei fiori sull'altare, ma, oltre l'altare li permette. Quindi, ciascuno si sente autorizzato a fare come crede bene. Infatti, da decenni assistiamo ad usi ed abusi di fiori durante tutta la Quaresima; usanza che stride col  Tempo Liturgico, che propone alla comunità cristiana, un cammino di penitenza e di conversione come preparazione alla Pasqua. Il simbolo che maggiormente parla, al cuore del credente in questo percorso, è il deserto, con le sue asprezze, aridità, silenzio, solitudine, abbandono, pericoli; dove Gesù ha abitato, digiunato e pregato per quaranta giorni.
E' necessario lasciare qui la parola al deserto e non ai fiori. Cioè, è  importante tornare alle radici della tradizione antica, che ha coltivato, nella liturgia quaresimale, lo stile sobrio e austero, privo di fiori, per indicare e richiamare al popolo, anche visivamente, l'essenzialità della vita evangelica.
Una testimonianza convincente ci viene dalla tradizione monastica, la quale ha conservato, da sempre, lo stile sobrio e spoglio, che nasce da una   spiritualità ricca e profonda; linea pienamente condivisa da liturgisti, operatori pastorali e catechisti e che anche noi intendiamo seguire.

Ps. Troverete, a suo tempo, (sul blog), indicazioni floreali riguardanti la domenica Laetare (lVdomenica di Quaresima) e un piccolo segno di luce per la domenica della Trasfigurazione (Idomenica di Quaresima).


venerdì

Quaresima di misericordia


Informiamo i nostri utenti che quest'anno, le meditazioni quaresimali sul vangelo della domenica, saranno curate da Don Michele Cavallo. Ringraziamo il Signore e i nostri amici sacerdoti per il servizio generoso e magnanimo, a beneficio di tutti noi.

giovedì

Quaresima 2016

Quaresima di Misericordia






“Ecco ora il tempo favorevole, ecco ora il giorno della salvezza” (2Corinti 6,2). L'Anno santo, indetto da Papa Francesco, ci viene dato in tutta la sua ricchezza di grazia e di Misericordia. Le Porte Sante della Chiesa, si sono aperte in tutto il mondo, a indicare, simbolicamente, la facoltà di accesso all'immenso dono di Dio, concesso a tutti noi.
Ora, è “il tempo favorevole...”  il tempo del ritorno. Dio aspetta il nostro incontro con Lui. Aspetta di incontrare me, di incontrare te; attende il ritorno dell'intera umanità, sconvolta da odi, guerre, genocidi e violenze fratricide, ad un traguardo di fratellanza e vera umanizzazione.
Tutti abbiamo bisogno di perdono perché abbiamo peccato; nessuno è senza colpa. Davanti a Dio ci sentiamo peccatori, bisognosi di misericordia; bisognosi di incontrare il suo sguardo di non giudizio e di non condanna, quello sguardo che, attraverso Gesù, lui solo sa dare ai suoi figli. Dio conosce bene il nostro “andare”; fatto di luci e di ombre, di slanci e smarrimenti, di infedeltà, ambiguità e contraddizioni. Lui conosce le nostre ferite, la fatica del quotidiano, la finitezza e la fragilità, che abitiamo.
Ma, siamo certi che, l'accoglienza della Misericordia del Padre, colmerà i nostri vuoti e, se lo vogliamo, accompagnerà i nostri passi di conversione sincera, così che, la nostra vita cristiana non sia fatta soltanto di apparenze, ma acquisti il suo vero senso, cioè, diventi autentica e quotidiana incarnazione del Vangelo di Gesù.
La nostra Quaresima assume il volto della misericordia, se noi compiamo opere di misericordia, e imitiamo il “Padre dei cieli, il quale fa levare il sole sui cattivi e sui buoni e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti” (Matteo 5,45). 





venerdì

Incontro formativo sulla Quaresima

Domenica 07 febbraio 2016 alle ore 16.30 presso il convento di San Francesco in Altavilla Silentina ( Sa ), dei padri vocazionisti, il nostro responsabile incontrerà coloro che si occupano della fioritura delle nostre chiese. Il tema dell'incontro: Quaresima di misericordia. Coloro che desiderano partecipare della zona di Salerno, possono telefonare al 334.7979037.

Corso di Arte Floreale per la Liturgia

Corso di Arte Floreale per la Liturgia
primo livello
dal 27 al 30 di Aprile 2016
sede del corso - Pie Discepole del Divin Maestro Roma via Portuense
Per iscrizioni telefonare al 06 - 65686122

lunedì

a cura dell' Equipe di Arte floreale per la liturgia


Vogliamo qui porre un quesito, una domanda, a quanti si occupano di composizioni floreali per la liturgia. Un interrogativo riguardante l'arte floreale, cioè: quando possiamo dire di avvicinarci all'arte, nei nostri elaborati compositivi? Quando, secondo noi, possiamo definirli: “artistici”?
Non è facile dare una risposta. Certo, non è sufficiente sistemare dei fiori in un contenitore, per dire che quella è opera d'arte!
Ci sono delle premesse che, chi si accinge a svolgere tale compito, non può ignorare, anzi, le deve richiamare alla memoria e tenere presenti, fin dal primo momento in cui sta ideando un progetto da realizzare e durante tutta la sua messa in atto.
Ecco, alcuni punti (da ricordare e) a cui mirare:
1. la composizione floreale deve parlare attraverso il linguaggio della bellezza.
Già i fiori in sé sono bellezza. La disposizione del bouquet ha il compito di
valorizzarli e di esaltarli, così che ogni fiore trovi il suo spazio e il posto giusto.
2. molta importanza va assegnata alla forma, la quale deve evidenziare armonia e proporzione ed insieme, essere segno e significato.
3. l'attenzione alla simbologia dei colori e al Tempo liturgico
Il significato, espresso attraverso il linguaggio delle forme e dei colori, assume un grande valore, in quanto è capace di produrre nell'osservatore un'esperienza estetica, cioè un'esperienza che tocca la sensibilità, l'intuizione e l'immaginazione, la quale cattura l'attenzione e produce emozioni e stati d'animo nuovi. La composizione, giudicata “bella”, nel momento in cui si offre alla nostra attenzione, manifesta un “di più”, che non sappiamo definire, ma da cui siamo coinvolti.
Entrare in un luogo sacro e scoprire una bella composizione floreale è sempre una gioia, è sempre qualcosa che fa bene allo spirito, risveglia l'anima e dà vita. Chi entra, quasi
d' istinto, come primo gesto, posa gli occhi sui fiori, per carpirne il silente linguaggio, denso di messaggi.
Pertanto, coloro che compiono il delicato compito di disporre i fiori in chiesa, non possono limitarsi a vaghe improvvisazioni, ma devono prepararsi, per regalare a chi partecipa alla liturgia, questa esperienza spirituale. Cioè, devono compiere personalmente un cammino di crescita e di maturazione artistica. Questo significa: approccio alla conoscenza dell'arte, costante esercizio pratico, conoscenza della liturgia, ascolto della Parola di Dio (certi che la composizione floreale per la liturgia deve nascere dalla Parola). Inoltre, va inclusa la voglia di cercare aiuto e competenze sia attraverso Corsi d'arte floreale, che si svolgono in varie parti d'Italia, come attraverso la consultazione di testi appropriati e siti internet, capaci di offrire materiali, spunti e orientamenti idonei, i quali sono stimolo alla creatività.
C'è chi ha doti innate e chi ha doti acquisite, grazie alla formazione e allo studio.

Con il dovuto impegno, tutti possiamo annunciare la salvezza attraverso il linguaggio della bellezza.

martedì

Il “Tempo Ordinario” nella liturgia

Ci pare opportuno fermarci, per una brevissima riflessione, sul tempo liturgico che in questo periodo la Chiesa ci propone e, precisamente, il Tempo Ordinario. Ai tempi “forti”(come l'Avvento e il Natale, la Quaresima e la Pasqua), fa seguito il Tempo, così detto, “Ordinario”. In realtà è il Tempo più lungo; la sua durata è di circa 34 settimane. Il Tempo ordinario ha inizio il lunedì dopo la festa del Battesimo del Signore e si protrae fino al martedì prima della Quaresima; riprende con il lunedì dopo Pentecoste e termina prima dei Primi Vespri della prima Domenica di Avvento. Non si tratta di un Tempo di “tono minore”, segnato dalla monotonia, ma semplicemente “diverso”, in quanto, la Comunità cristiana, sotto l'azione dello Spirito del Signore, impara, giorno dopo giorno, ad attuare nella vita ciò che ha contemplato e vissuto nella liturgia domenicale. Impara a vivere come è vissuto Gesù. Cioè, impara la sapienza del quotidiano e il senso della vita. La dimensione spirituale, non è riservata ai monaci, ma è una ricchezza interiore che appartiene indistintamente a tutti e va riconosciuta, coltivata e alimentata, perché possa dare i suoi frutti. Essa vive nel quotidiano, nella relazione con gli altri, si fa attenta all'umanità per alleggerirne il peso e la fatica del suo vivere. Abita dove dimora la vita e collabora alla vita. Impara a “stare”nella grande forza dell'Amore e a “starci come amante”.
Il colore liturgico che caratterizza il Tempo Ordinario è il verde. Pertanto, i fiori possono essere scelti nella gamma dei colori preferiti e disposti con fogliame verde. Oppure ci si può orientare verso una composizione di soli elementi vegetali verdi. Nel Tempo ordinario la composizione floreale sarà una sola, (fatta eccezione per le festività) disposta nel luogo che si ritiene più adatto: es. presso l'altare oppure presso l'ambone oppure presso il tabernacolo, (quando il tabernacolo è situato nel presbiterio). Questi sono gli orientamenti che ci vengono dalle Scuole di arte floreale per la liturgia, tenuto presente il significato dei fiori in chiesa: cioè, che i fiori rappresentano la creazione, davanti al Creatore, creazione che canta e ringrazia con noi nella liturgia, (per questo i fiori devono essere posti in modo ben visibile). I fiori non sono ornamenti da disporre in tutti gli angoli del luogo di culto o davanti ad ogni statua. Anche qui c'è una centralità nel rito a cui partecipa l'insieme della Chiesa, cioè il Corpo Mistico di Cristo, centralità che va evidenziata e segnalata anche simbolicamente con i fiori, lasciando un po' da parte i gusti e le devozioni personali. Seguono qui esempi di composizioni floreali adatte o questo periodo dell'anno liturgico. Si tratta di composizioni semplici, che non hanno bisogno di particolari spiegazioni, realizzate con fiori di stagione, coltivati nei nostri giardini, (le composizioni più “eleganti” e ed elaborate, vanno riservate per le grandi feste liturgiche). Sono queste idee che ciascuno può provare a realizzare nel proprio ambiente. Aspettiamo le foto. Un saluto cordiale a tutti suor Maria Giorgia Mana

mercoledì

L'equipe di Arte floreale per la Liturgia augura di cuore a voi tutti una Buona Epifania del Signore



e vi ivita ad inviare tramite messaggio alla pagina Facebook di Fioritura delle nostre Chiese le foto delle vostre icone floreali liturgiche realizzate per questa importante solennità

martedì

Epifania 2016


Fratelli, seguiamo i magi, lasciamo le nostre abitudini pagane. Andiamo! Facciamo un lungo viaggio per vedere Cristo. Se i magi non fossero partiti lontano dal loro paese, non avrebbero visto Cristo. Lasciamo anche noi gli interessi della terra. Finché sono restati nel loro paese, non vedevano nulla se non la stella; quando invece hanno lasciato la loro patria, hanno visto il Sole di giustizia (Mal 3,20). O meglio: se non avessero intrapreso generosamente il loro viaggio, non avrebbero nemmeno visto la stella. Anche noi alziamoci dunque e anche se a Gerusalemme tutti restano turbati, corriamo là dove si trova il Bambino...

« Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono i loro doni ». Quale motivo li ha spinti a prostrarsi davanti a quel bambino? Nulla di particolare nella Vergine o nella casa; nessun oggetto in grado di colpire lo sguardo e di attirarli. Eppure, non contenti di prostrarsi, aprono i loro tesori, con doni che non si offrono se non a Dio - l'incenso e la mirra simboleggiano la divinità. Quale motivo li ha spinti ad agire in questo modo? Lo stesso motivo che li aveva decisi a lasciare la patria e a partire per quel lungo viaggio: è la stella, cioè la luce con la quale Dio aveva riempito il loro cuore e li conduceva poco a poco in una conoscenza più perfetta. Se questa luce non li avesse illuminati, come avrebbero potuto rendere tali omaggi mentre ciò che vedevano era così povero e umile? Non c'è grandezza materiale, ma soltanto un presepio, una stalla, una madre priva di tutto, perché tu possa vedere più chiaramente la sapienza dei magi, perché tu possa capire che essi sono venuti non verso un uomo, ma verso un Dio, loro benefattore.
San Giovanni Crisostomo




venerdì

Solennità di Maria Ss.ma Madre di Dio

 Dall’omelia di Papa Benedetto XVI (Basilica Vaticana, 1° gennaio 2008) :



Cari fratelli e sorelle!
Iniziamo quest’oggi un nuovo anno e ci prende per mano la speranza cristiana; lo iniziamo invocando su di esso la benedizione divina ed implorando, per intercessione di Maria, Madre di Dio, il dono della pace: per le nostre famiglie, per le nostre città, per il mondo intero [...]
Nella prima Lettura, tratta dal Libro dei Numeri, abbiamo ascoltato l’invocazione: "Il Signore ti conceda pace" (6,26); il Signore doni pace a ciascuno di voi, alle vostre famiglie, al mondo intero. Tutti aspiriamo a vivere nella pace, ma la pace vera, quella annunciata dagli angeli nella notte di Natale, non è semplice conquista dell’uomo o frutto di accordi politici; è innanzitutto dono divino da implorare costantemente e, allo stesso tempo, impegno da portare avanti con pazienza restando sempre docili ai comandi del Signore... 
Il nostro pensiero si volge ora naturalmente alla Madonna, che oggi invochiamo come Madre di Dio. Fu il Papa Paolo VI a trasferire al primo gennaio la festa della Divina Maternità di Maria, che un tempo cadeva l’11 di ottobre. Prima infatti della riforma liturgica seguita al Concilio Vaticano II, nel primo giorno dell’anno si celebrava la memoria della circoncisione di Gesù nell’ottavo giorno dopo la sua nascita - come segno della sottomissione alla legge, il suo inserimento ufficiale nel popolo eletto - e la domenica seguente si celebrava la festa del nome di Gesù. Di queste ricorrenze scorgiamo qualche traccia nella pagina evangelica che è stata poco fa proclamata, in cui san Luca riferisce che otto giorni dopo la nascita il Bambino venne circonciso e gli fu posto il nome di Gesù, "come era stato chiamato dall’angelo prima di essere concepito nel grembo della madre" (Lc 2,21). Quella odierna pertanto, oltre che essere una quanto mai significativa festa mariana, conserva pure un contenuto fortemente cristologico, perché, potremmo dire, prima della Madre, riguarda proprio il Figlio, Gesù vero Dio e vero Uomo.
Al mistero della divina maternità di Maria, la Theotokos, fa riferimento l’apostolo Paolo nella Lettera ai Galati. "Quando venne la pienezza del tempo, - egli scrive - Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la legge" (4,4). In poche parole troviamo sintetizzati il mistero dell’incarnazione del Verbo eterno e la divina maternità di Maria: il grande privilegio della Vergine sta proprio nell’essere Madre del Figlio che è Dio. [...]
Il titolo di Madre di Dio è il fondamento di tutti gli altri titoli con cui la Madonna è stata venerata e continua ad essere invocata di generazione in generazione, in Oriente e in Occidente. Al mistero della sua divina maternità fanno riferimento tanti inni e tante preghiere della tradizione cristiana, come ad esempio un’antifona mariana del tempo natalizio, l’Alma Redemptoris mater con la quale così preghiamo: "Tu quae genuisti, natura mirante, tuum sanctum Genitorem, Virgo prius ac posterius – Tu, nello stupore di tutto il creato, hai generato il tuo Creatore, Madre sempre vergine".
Cari fratelli e sorelle, contempliamo quest’oggi Maria, madre sempre vergine del Figlio unigenito del Padre; impariamo da Lei ad accogliere il Bambino che per noi è nato a Betlemme. Se nel Bimbo nato da Lei riconosciamo il Figlio eterno di Dio e lo accogliamo come il nostro unico Salvatore, possiamo essere detti e lo siamo realmente figli di Dio: figli nel Figlio. Scrive l’Apostolo: "Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la legge, per riscattare coloro che erano sotto la legge, perché ricevessimo l’adozione a figli"(Gal 4,4).
L’evangelista Luca ripete più volte che la Madonna meditava silenziosa su questi eventi straordinari nei quali Iddio l’aveva coinvolta. Lo abbiamo ascoltato anche nel breve brano evangelico che quest’oggi la liturgia ci ripropone. "Maria serbava queste cose meditandole nel suo cuore" (Lc 2,19). [...]

Cari fratelli e sorelle, solo conservando nel cuore, mettendo cioè insieme e trovando un’unità di tutto ciò che viviamo, possiamo addentrarci, seguendo Maria, nel mistero di un Dio che per amore si è fatto uomo e ci chiama a seguirlo sulla strada dell’amore; amore da tradurre ogni giorno in un generoso servizio ai fratelli. Possa il nuovo anno, che oggi fiduciosi iniziamo, essere un tempo nel quale avanzare in quella conoscenza del cuore, che è la sapienza dei santi. Preghiamo perché, come abbiamo ascoltato nella prima Lettura, il Signore "faccia brillare il suo volto" su di noi, ci "sia propizio"(cfr Nm 6,24-27), e ci benedica. Possiamo esserne certi: se non ci stanchiamo di ricercare il suo volto, se non cediamo alla tentazione dello scoraggiamento e del dubbio, se pur fra le tante difficoltà che incontriamo restiamo sempre ancorati a Lui, sperimenteremo la potenza del suo amore e della sua misericordia. Il fragile Bambino che la Vergine quest’oggi mostra al mondo, ci renda operatori di pace, testimoni di Lui, Principe della pace. Amen! 

giovedì

Natale del Signore 2015

Vi annuncio una grande gioia.

Oggi, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore.
Il grido di invocazione e di salvezza si fa stupore, gioia, festa, canto. La meravigliosa notizia, fa vibrare il creato e pervade l'universo. Un Bimbo ci è stato donato. In lui, Dio si è fatto carne umana e l'umanità è divenuta Carne di Dio. L'essere umano, abitato da Dio in ogni sua cellula, scopre la sua dignità e la sacralità.
Ogni bimbo che nasce, è Gesù che nasce; cresciuto come fiore nel grembo di sua madre, sboccia, lieto evento di vita, di tenerezza e di nuova speranza; ma abbisogna di cura, di calda accoglienza, custodia, coccole, come di abitazione, nutrimento e sicurezza.
Il mondo attuale presenta, spesso, al riguardo, storie e vicende, angoscianti. Si può dire che, oggi, l'infanzia sia la parte di umanità meno considerata e meno rispettata. Se un bimbo bussa alla porta, pochi sanno aprirla: “non c'è posto”, non c'è tempo o non c'è voglia di accogliere un figlio e quanto ciò comporta. Il Natale di Gesù ci spinge ad aprire lo sguardo sulla realtà dei bimbi non accolti: su quelli che subiscono violenza, costrizione, maltrattamenti; su quelli che vengono sfruttati, abusati; quelli che muoiono di fame o in mare o annientati prima ancora che nascano.
In questa notte buia, irrompe la Notte Santa: Notte di Luce e di Gioia, di Pace e di Amore, che Gesù dona a ogni essere. Presso la grotta nessuno sia felice da solo, ma, ciascuno porti in cuore, il suo sconfinato abbraccio ad ogni bimbo indifeso che piange.

La composizione, realizzata con lisianthus e lilium con piccoli rami di pino marittimo e rami spogli di forsitzia, curvati e disposti in apertura verso l'alto, dice invocazione e accoglienza, candore e bellezza; è un canto di “Gloria a Dio nell'alto dei cieli e pace sulla terra agli uomini che Dio ama”.
a cura di Suor Maria Giorgia Mana

domenica

Carissimi siamo ormai vicini a celebrare la solennità del Natale e come di consueto pubblichiamo il messaggio di Natale che quest'anno ci viene donato da Don Osvaldo Morelli parroco di San Rufino Vescovo in Mondragone (Ce)


sabato

Terza domenica di Avvento ( Gaudete )



ICONA FLOREALE REALIZZATA DA SUOR MARIA GIORGIA  MANA
Domenica “Gaudete”

Gioisci, rallegrati con tutto il cuore, esulta!
Sono questi i verbi che la Parola di Dio, nella liturgia odierna, pone alla nostra attenzione. Verbi che interpellano, toccano, interrogano e fanno sentire vivo il contrasto nei confronti   della realtà che la storia oggi presenta e che drammaticamente l'umanità vive. Immersi in un mondo sconvolto da brutalità e aberrazioni, come: guerre, genocidi, distruzione, odio, violenza, vendette, povertà, fame, divisioni, attentati, corruzione, omicidi, femminicidi, infanticidi, paura, morte,... e, un pianeta in via di estinzione, pare quasi una forzatura, entrare in una dimensione di gioia ed esultare. Ma oggi Dio ci aspetta qui. Il Dio che piange con chi piange. “...griderà la sua gioia per te”. E' questa la sua festa: essere con te, con me, con noi. Egli è l'Amico che non abbandona alla desolazione. Vuole vivere con noi, uno di noi. Viene perché ogni vivente “veda” la salvezza e abbia la forza del suo Amore senza limiti. Abbraccia e prepara, chi collabora, ad essere uomo e donna, capaci di relazioni fraterne; capaci di costruire insieme, un tessuto sociale consolidato dalla giustizia e nella pace.
e noi che cosa dobbiamo fare?” Aiutare Dio ad incarnarsi nella realtà di ogni giorno, in famiglia, al lavoro o sulla strada: regalare gioia, speranza, consolazione, aiuto a chi ne ha bisogno. Facciamolo insieme con vera passione, perché nel mondo si levi un'aurora di bellezza e di nuova umanità.

(Letture:  Sofonia 3,14 -18; Isaia 12;
Filippesi 4, 4 -7; Luca 3,10 - 18) 



martedì

Concorso corona d'Avvento 2015 Corone Vincitrici del premio della Giuria tecnica

Carissimi, nel giorno in cui celebriamo la solennità dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria e nel giorno in cui Papa Francesco ha aperto la Porta Santa di San Pietro, segnando così l'inizio di questo Anno Giubilare della Misericordia, ci troviamo a condividere sul nostro sito l'esperienza della realizzazione delle Corone di Avvento. Come noto, ogni anno vogliamo stimolare e far conoscere la vostra vena creativa, mettendo in rete i vostri allestimenti floreali che conducono alla celebrazione del Natale. Si tratta dunque di un cammino di crescita comunitaria verso l'incontro col Signore che viene in mezzo a noi, caratterizzato dalla nostra comune sensibilità per l'arte floreale al servizio della liturgia.

Prima di rendere nota la Corona di Avvento che a modesto giudizio della Commissione tecnica è stata ritenuta degna di menzione, approfittiamo di questo momento per ridirci alcuni elementi specifici dell'arte floreale per la liturgia, con particolare attenzione al tempo di Avvento.

Ben sappiamo che il tempo di Avvento, trattandosi di un tempo di attesa e preparazione all'incontro con l'Emmanuele, il Dio con noi, non richiede fioriture esagerate e appariscenti: difatti, in nessun modo vogliamo anticipare le feste natalizie che verranno, e i fiori vogliono rimanere coerenti a tali scelte liturgiche; dunque sono la sobrietà e la semplicità a guidarci nelle nostre composizioni, criteri questi che peraltro vanno tenuti sempre presenti da coloro che fioriscono gli spazi celebrativi. Il colore del tempo liturgico è il viola: dunque utilizzare fiori in tinta, valorizzando tutte le sfumature del viola, rappresenta una scelta coerente col tempo liturgico; abbiamo inoltre la possibilità di inserire con moderazione fiori rosacei, considerando che nella terza domenica di Avvento è consentito proprio il colore rosaceo. Guardiamo sempre con un po di sospetto l'utilizzo esagerato di drappi e tessuti: facciamo arte floreale per la liturgia, non "arte tessile"!

La corona di Avvento si colloca in tale contesto, e dunque risente e trasmette gli stessi criteri: la circolarità della corona, le sfumature del viola nei fiori, la semplicità delle composizioni diventano quindi criteri ai quali sarebbe opportuno attenersi. Ė vero che questo è l'Anno Giubilare della Misericordia e che vengono aperte le porte sante, tuttavia, come specificatamente indicato nella Bolla di indizione dell'anno giubilare Misericordiae Vultus, è il pellegrinaggio il segno peculiare di questo tempo di grazia che ci apprestiamo a vivere. Ciò suggerisce che, accanto alla corona circolare che rimane comunque la composizione floreale classica in preparazione al Natale, possono essere eventualmente valorizzate soluzioni compositive capaci di sottolineare il nostro peregrinare verso Colui che viene, senza però scadere in una sorta di  "allegoria della porta": è Gesù la vera e unica porta! Noi fioriamo luoghi liturgici, ma non siamo chiamati a ripetere coi fiori quanto già detto da altri linguaggi usati in liturgia, altrimenti ci troveremmo nel paradosso di ricostruire un sepolcro nel giorno di Pasqua, o una decapitazione nella celebrazione di un martire! La celebrazione è una armonia di linguaggi che stimola i sensi, ma alla nostra competenza è lasciata la capacita di individuare ciò che è specifico di ogni celebrazione, una competenza dunque che fa rima con umiltà, perché il Maestro è uno solo e tutti noi ci mettiamo alla sua sequela, senza avere la presunzione di essere i primi della classe. Proprio per questo motivo sul nostro sito accogliamo i contributi di ciascuno, senza permetterci mai di fare "pubbliche correzioni" o critiche: preferiamo mettere in evidenza i punti di forza piuttosto che le mancanze, e siamo sicuri che anche voi seguite lo stesso criterio fraterno! Tutti siamo in cammino e tutti attendiamo con gioia e trepidazione la venuta di Gesù!
Grazie per la vostra partecipazione, il vostro entusiasmo e il vostro impegno.

Indichiamo adesso brevemente la Corona di Avvento, o meglio, le Corone di Avvento scelte dalla Giuria tecnica; la scelta è stata difficile in quanto diverse erano le fioriture davvero interessanti e degne di nota. Dovendo limitare la scelta, e non riuscendo a sceglierne soltanto una, abbiamo ritenuto doveroso e opportuno menzionare queste tre realizzazioni e su ciascuna indichiamo brevemente le valutazioni.

Don Danilo Priori e la Giuria Tecnica











“ Celebrare la Misericordia “


Suggerimenti per vivere meglio il Giubileo, a cura del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione.

Il Giubileo, pertanto, sarà celebrato a Roma così come nelle Chiese particolari quale segno visibile della comunione di tutta la Chiesa ( MV 3).
Il Giubileo sia vissuto come “ un momento straordinario di grazia e di rinnovamento spirituale “ (MV 3) da parte di tutto il popolo di Dio. Papa Francesco ricorda nella Bolla Misericordiae Vultus: “ La celebrazione liturgica è un momento privilegiato per poter scorgere e lasciarsi affascinare dal volto misericordioso del Padre”.
Cardine attorno al quale ruota tutta l’ attività pastorale e liturgica della Chiesa è l’ Anno liturgico, da valorizzare nelle diverse comunità, specie curando la qualità delle liturgie ( Sacrosanctum Concilium, 102 ).
Tutte le celebrazioni promosse lungo l’ Anno Giubilare siano sempre in accordo e in sintonia con l’ Anno Liturgico C, nel quale l’ Anno Santo stesso si inserisce.
Quaresima = Venerdì 4 e Sabato 5 marzo si estende a tutte le comunità l’iniziativa chiamata << 24 ore per il Signore>>, specie nelle parrocchie, nei santuari e nelle chiese più centrali e frequentate dalla comunità cristiana; tale momento sarà celebrato a San Pietro il venerdì 4 marzo con una liturgia penitenziale. Non manchino, inoltre, canti e preghiere, gesti come l’ostensione, la processione e la benedizione con la Croce. Momenti che potrebbero essere curati dalle numerose confraternite, presenti in diverse comunità e nate originariamente per animare le celebrazioni legate alla Santa Croce. In questo Anno Giubilare nel pio esercizio della Via Crucis,è opportuno curare la scelta delle letture bibliche, dei commenti e dei segni che possono accompagnare questo momento. Promuovere e proporre al popolo di Dio , la Coroncina della Divina Misericordia.
Settimana Santa e Tempo Pasquale = Anche in questo Anno Santo si dovrà avere grande cura nella preparazione delle celebrazioni della Settimana Santa, specie del Triduo Pasquale. Attraverso la valorizzazione del linguaggio liturgico, fatto di parole, segni e simboli e gesti, e specie nell’ adorazione della Croce il Venerdì Santo, emerge tutto il mistero di amore e di giustificazione del Padre, con il sacrificio del Figlio, a favore di tutta l’umanità. Specie nel Tempo Pasquale, la Croce potrà essere abbellita e impreziosita con fiori che rappresentino il simbolo della vittoria di Cristo sulla morte.
Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù = In questo giorno, nelle Chiese cattedrali delle diverse diocesi, si potrà promuovere una veglia di preghiera o un momento prolungato di Adorazione eucaristica a favore del ministero ordinato, a cui prendano parte sia i laici che i presbiteri della diocesi stessa.
Festa della Esaltazione della Santa Croce = In ciascuna comunità è opportuno che la Croce del presbiterio o nell’ aula ecclesiale, specie in questa festa e durante l’anno liturgico, nel rispetto delle norme, sia ornata in maniera da farla risaltare come segno eminenziale della misericordia di Dio e della vittoria di Cristo sulla morte.
La devozione alla Vergine Maria = Il papa ha voluto dedicare alla dimensione mariana dell’ Anno Santo il sabato 8 e la domenica 9 ottobre, ispirata dalla Memoria della B.V.M. del Rosario. Valorizzare quindi il Santo Rosario accompagnato con un brano della Scrittura e da un commento attinto dalle opere dei Padri o degli autori spirituali. Non mancherà anche il ricorso all’intercessione dei Santi attraverso la recita delle litanie. E’ opportuno anche valorizzare le litanie della Divina Misericordia.
In tutte le diocesi e comunità si abbia particolare attenzione, perciò, a che la celebrazione della Messa sia curata nel suo aspetto liturgico ( segni, simboli, gesti), per una partecipazione cosciente, attiva e fruttuosa di tutto il popolo di Dio.
Per celebrare la misericordia del Signore non potevano mancare quelle preghiere che accompagnano la vita cristiana di molti fedeli, così come i luoghi significativi della liturgia. Anche questi diventeranno strumenti importanti per sperimentare e aiutare a vivere meglio la misericordia di Dio. In questo Anno Santo sarebbe molto positivo promuovere la celebrazione della Liturgia delle Ore comunitaria, insieme a tutto il popolo di Dio, soprattutto nelle ore cardine di Lodi e Vespri. Sarebbe auspicabile che i Salmi siano cantati. In questo modo, anche attraverso la musica, traspare la melodia della misericordia del Padre nell’ armonia dell’ amore trinitario.
E’ bene non dimenticare che nell’occasione dell’ Anno Santo, il Papa ha voluto comporre una preghiera. E’ bene che la Preghiera per il Giubileo della Misericordia venga recitata comunitariamente e singolarmente.
Un’ importanza rilevante assumono, nel contesto del Giubileo, i luoghi della celebrazione, in particolare: l’altare, la porta, il fonte battesimale e il luogo e la sede per la celebrazione del Sacramento della Riconciliazione o penitenzieria.

Buon Giubileo a tutti !
a cura di Leonardo Sellitri ( religioso vocazionista )

domenica

Concorso Corona d'Avvento 2015

Concorso Corona d'Avvento 2015


in questo video tutte le Corone d'Avvento ammesse e partecipanti al Concorso


Buon Avvento !




video

Novena di preparazione alla festa della Immacolata Concezione di Maria

Carissimi, inizia oggi la novena in preparazione alla festa della Immacolata Concezione di Maria. Come già nello scorso anno vi proponiamo  una serie di video per viverla tutti insieme. I testi sono a cura del nostro carissimo Don Danilo Priori che ci invita a pregare, meditare e riflettere su Maria porta della  Misericordia


1 giorno



2 giorno 


3 giorno


4 giorno




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8 Giorno



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giovedì

Avvento insieme...... per camminare verso il Natale

Carissimi, l' Avvento è alle porte e l'equipe di arte floreale per la liturgia ha pensato di vivere insieme a voi l'attesa . Ci aiuterà in questo cammino Don Andrea Pacchiarotti della Diocesi di Velletri Segni  con le sue meditazioni che ci inviteranno   a declinare cinque verbi uscire, annunciare, abitare, educare e trasfigurare, per ritrovare il Cammino verso il Natale. Iniziamo  Sabato prossimo 29 Novembre  poichè con i vespri entriamo nella prima settimana d'Avvento.  Buon cammino a tutti  L'Equipe
















lunedì



Solennità di Cristo Re dell'Universo 2015





domenica

Tempo di Avvento a cura di Suor Maria Giorgia Mana

Con la I°domenica di Avvento la Chiesa inizia il nuovo Anno liturgico. Nel rito Romano, l'Avvento abbraccia un tempo che dura quattro settimane, le quali precedono il Natale e lo preparano.
E' tempo di attesa e di speranza nel Signore che viene oggi e che verrà alla fine dei tempi.
La Comunità cristiana celebra, nella liturgia, il grande Mistero dell'Incarnazione di Gesù. Il Verbo di Dio entra nella nostra storia prendendo un corpo, come il nostro, da Maria, una mamma come la nostra. Abita un grembo intessuto di silenzio e di amore. Lì si fa carne umana, perché l'umanità tutta divenga “Carne” di Dio. Dice Gesù: ...quello che avete fatto a  uno di questi piccoli l'avete fatto a me. Che significa: ciò che tu riservi al piccolo, al povero, al forestiero, al migrante, al disabile, al malato... lo fai a me.  

In questa vigile e pressante attesa, vogliamo aprire il nostro cuore alla Parola di Dio e all'attenzione all'altro. Vogliamo lasciare che il grido di dolore, di tanti nostri fratelli e sorelle sofferenti e perseguitati da odio, guerra e violenza, entri nella nostra esistenza, pervada la nostra anima e la apra allo Spirito, perché ci renda capaci di solidarietà, di opere di misericordia, di gesti generosi per alleggerire il dolore e l'enorme peso della vita a cui sono sottoposte intere popolazioni del nostro pianeta.

La composizione verticale, preparata con pochi fiori e qualche elemento vegetale di stagione, presenta il primo cerone, che corrisponde alla prima domenica di Avvento.
In seguito potranno essere aggiunti gli altri, i quali verranno disposti per terra, tra rami di pino.






  Vieni, Signore !  Vieni, porta il tuo cielo sulla terra sconvolta e senza pace.             
                                                                                
                                                                               
                                                                                                      

mercoledì

CONCORSO CORONA D'AVVENTO  2015



Carissimi anche quest'anno vi invitiamo a partecipare con le foto delle vostre corone d'Avvento a questa iniziativa che non vuole assolutamente essere una competizione ma un modo per incoraggiare e gratificare i tanti volontari che fioriscono le Liturgie nelle nostre Chiese. anche se ci pare superfluo vi richiamiamo fin da ora ad una partecipazione in tutta serenità e correttezza specialmente durante le operazioni di voto ricordate sempre che si tratta di un modo per gratificare un servizio e non di una competizione per mostrare capacità florovivaistiche. Vi invitiamo a consultare il Bando di concorso ed il Regolamento qui allegati Buon Concorso L'Equipe



















Un dono che diventa servizio...


Nuovo Presidente del CAL


S.E. Mons. Claudio Maniago è il nuovo Presidente del Centro di Azione Liturgica
Il Consiglio Episcopale Permanente della Conferenza Episcopale Italiana, riunito a Firenze dal 30 settembre al 2 ottobre scorsi ha nominato Presidente del Centro di Azione Liturgica (CAL) S. E. Mons. Claudio Maniago, vescovo di Castellaneta, finora vice-Presidente dello stesso CAL e dallo scorso maggio Presidente della Commissione Episcopale per la Liturgia della CEI.
Mons. Claudio Maniago è nato a Firenze l'8 febbraio 1959. Dopo la maturità classica entra nel seminario maggiore frequentando lo studio teologico fiorentino. Alunno dell'Almo collegio Capranica, ha conseguito la licenza in Sacra liturgia presso il Pontificio Istituto liturgico Sant'Anselmo. Il 19 aprile 1984 riceve l'ordinazione presbiterale.
Nel 1988 inizia a insegnare Liturgia presso la facoltà teologica dell'Italia centrale; nel 1991 è nominato Direttore dell'Ufficio Liturgico diocesano e membro della commissione ordinandi.
Nel 1994 diviene Pro-vicario generale dell'Arcidiocesi metropolitana fiorentina, moderatore della Curia arcivescovile e canonico onorario della chiesa cattedrale di Firenze. Nel 2001 è nominato Vicario generale. Il 18 luglio 2003 papa Giovanni Paolo II lo nomina Vescovo ausiliare di Firenze assegnandogli la sede titolare di Satafi. Viene ordinato vescovo l'8 settembre successivo dal cardinale Silvano Piovanelli.
Il 12 luglio 2014 papa Francesco lo nomina vescovo di Castellaneta.

lunedì

2 Novembre Commemorazione dei fedeli Defunti

Fratelli, non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte? 
Per mezzo del battesimo siamo dunque stati sepolti insieme a lui nella morte, perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova. 
Se infatti siamo stati completamente uniti a lui con una morte simile alla sua, lo saremo anche con la sua risurrezione. 
Sappiamo bene che il nostro uomo vecchio è stato crocifisso con lui, perché fosse distrutto il corpo del peccato, e noi non fossimo più schiavi del peccato. 
Infatti chi è morto, è ormai libero dal peccato. 
Ma se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui, 

sapendo che Cristo risuscitato dai morti non muore più; la morte non ha più potere su di lui. 

Lettera di san Paolo apostolo ai Romani 6,3-9. 


martedì

Solennità di tutti i Santi 2015

«Rallegratevi ed esultate, perché grande
      è la vostra ricompensa nei cieli» (Mt 5,12)



                                                   

                                                     

                                                 

giovedì

Scheda Tecnica per la fioritura liturgica della festa di Tutti i santi di Daniela Canardi

La solennità di Tutti i Santi è ormai alle porte, pubblichiamo una scheda tecnica di Daniela Canardi con le indicazioni per la fioritura liturgica